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Novità in tema di quote di genere: durata temporale e criterio di arrotondamento della quota del 40%

La Consob approva le proposte di revisione al Regolamento Emittenti, rispondono le associazioni di categoria

La Consob conferma la modifica al Regolamento Emittenti per quanto riguarda i criteri applicativi delle nuove quote di genere.

In un recente articolo, abbiamo anticipato come la Consob avesse avviato una consultazione pubblica a proposito, concentrandosi principalmente su due aspetti:

  • la durata degli obblighi sulle quote di genere;
  • le modalità di arrotondamento nel caso in cui la quota del 40% corrisponda a un numero non intero di amministratori.

Nonostante Assonime e Confindustria, attraverso una risposta congiunta, abbiano segnalato la possibilità di non introdurre ulteriori rigidità nell’applicazione di una disciplina che si presenta come la più rigorosa a livello internazionale, la Consob ha approvato, senza alcuna modifica, le proposte di revisione.

Le novità introdotte al Regolamento Emittenti incidono in maniera sostanziale sulla concreta applicazione delle quote di genere, definendo sia la durata temporale che il criterio di arrotondamento della quota del 40%.

Durata temporale

La nuova quota del 40% deve applicarsi per sei mandati successivi al 1° gennaio 2020.

Tale novità differenzia da quanto suggerito da Assonime e Confindustria, le quali ritengono che l’intenzione del legislatore fosse quella di prolungare gli effetti della precedente legge Golfo-Mosca per altri tre mandati e non sei.

Criterio dell’arrotondamento

Il criterio dell’arrotondamento per eccesso si adotta quando l’applicazione della quota del 40% dà luogo a un numero non intero di amministratori.

ABI, Assonime e Confindustria sostengono che l’applicazione di questo criterio porterebbe a una sistematica amplificazione degli intenti normativi, che nei casi di consigli composti da 4, 6 o 8 membri comporterebbe l’obbligo di una rappresentanza paritaria tra i generi, irrigidendo notevolmente la composizione degli organi sociali. Assonime e Confindustria avevano proposto un approccio più prudente e omogeneo, suggerendo l’adozione di un criterio più neutrale dell’arrotondamento aritmetico, cioè al numero intero più prossimo.


A supporto della sua posizione, Assonime ha pubblicato due simulazioni:

  1. Applicazione del criterio di arrotondamento per eccesso ai consigli di amministrazione delle società quotate al 31 dicembre 2019

Il peso complessivo del genere meno rappresentato sarebbe pari a circa il 44% del totale dei consiglieri di amministrazione, con un incremento di 162 posizioni. Circa l'85% delle società avrebbe un peso del genere meno rappresentato superiore al 40%, come prevede la legge. Il 15% delle società avrebbe una composizione paritaria del consiglio. Considerando l'evidente aumento dei posti riservati alle donne, viene ipotizzato un elevato rischio di cumulo di cariche in capo alla stessa persona.

2. Applicazione del criterio di arrotondamento aritmetico ai consigli di amministrazione delle società quotate al 31 dicembre 2019

Il peso complessivo del genere meno rappresentato sarebbe stato pari a circa il 41% del totale dei consiglieri di amministrazione, superiore alla quota fissata del 40%, con incremento di 100 nuove posizioni. Il 3% delle società quotate avrebbe mantenuto una percentuale del genere meno rappresentato pari a 1/3.


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